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Lu Scazzamariello

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Le leggende e i folletti

Le leggende sui folletti sono presenti in tutta Europa, ovviamente attraverso delle varianti che ne cambiano il nome, l'aspetto e magari anche la leggenda stessa, ma la figura del folletto buono e dispettoso è comune a tutti. Le varianti di queste leggende possono anche esistere fra due aree geografiche vicine, come accade nelle nostre zone. Infatti nella tradizione napoletana questi folletti hanno il nome di "monacielli" mentre nella tradizione arianese hanno il nome di "scazzamarielli". Le due leggende sono simili, la natura del folletto è assolutamente la stessa, cambia il modo di accattivarselo o di sfruttare la sua presenza in casa.

"Lu scazzamariello"

È l'immagine di un folletto piccolo e dispettoso, con un cappuccio rosso che è il segreto della sua magia. Quando entra in casa corre velocissimo, all'interno di essa fa cadere le cose, insomma fa dispetti agli abitanti della casa. A questo punto bisogna approfittare della presenza magica dello "scazzamariello", ma non è facile, infatti bisogna rubargli il cappuccio rosso che lui difende vivacemente mentre corre. Una volta rubato il cappuccio non bisogna cedere alle sue minacce spaventose perché non è uno spirito malvagio. Sostanzialmente bisogna ricattarlo, alla fine lui cederà e ti chiederà quante monete vuoi per restituirgli il cappuccio. Puoi stare tranquillo, lui te le darà perché senza il suo cappuccio rosso è perduto. Una particolarità simpatica e forse unica nelle leggende dei folletti è che "lu scazzamariello" tira fuori le monete d'oro dal suo corpo e non dal cappuccio, le tira fuori nell'atto di defecare. Questa particolarità la possiamo riscontrare nei ricordi delle persone anziane di Ariano.  In conclusione posso affermare che viene considerato assolutamente uno spirito amico anche se dispettoso, la leggenda, addirittura, narra di casi in cui di notte entrava e metteva in ordine la cucina, la stalla e la casa in generale.  

Storie dello "scazzamariello" 

-Esiste una zona di Ariano chiamata Capocastagno dove si racconta che tanti anni fa c’era la grotta di uno "scazzamariello". Chiunque, specialmente se solo, si trovava nei pressi di essa, veniva aggredito dal folletto. Non voleva essere disturbato.

-La leggenda dice che tante famiglie arianesi si sono arricchite così.

-Una notte uno "scazzamariello" entrò in casa prese la bambina che lì dormiva e la portò in soffitta dove i due ballarono e si divertirono fino a stancarsi. La mattina dopo la bambina fu trovata dai genitori in soffitta ma non riuscivano a spiegarsi come ci fosse arrivata, lei raccontò la storia ma nessuno ci credette.

Detti arianesi legati alla leggenda

-Li scazzamarielli cacano soldi!

-Andò staie lu scazzamariello ea na casa furtunata.

-Quera famiglia ea cu li soldi picché è passato lu scazzamariello.

note: 

L'articolo sulla figura dello "scazzamariello" è stato redatto dall'amico Roberto Pierro. (Università degli studi di Napoli "Federico II" -Facoltà di Sociologia-  esame di antropologia culturale)

Uno studio molto interessante. Il fine è quello di mettere in evidenza un mondo ormai scomparso, presente solo nei ricordi dei nostri nonni. La miseria e la semplicità con le quali affrontavano le sofferenze terrene trovano riparo nell'immaginario fantastico. Non parliamo di un mondo parallelo e distaccato dalla realtà, ma "semplicemente" di un qualcosa che ha condizionato la vita dei nostri nonni.

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