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So' tre misi di sèccita, a che aspiettunu pi risponne a la Santa Spina?

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Traduzione:  Sono tre mesi di siccità, perché non espongono le Sante Spine?

Vi proponiamo una delle tradizioni più antiche e misteriose di Ariano: l'esposizione delle Sante Spine.

Era il 1269 quando la nostra città ebbe in dono uno dei simboli più importanti dell’intera cristianità. Due Spine della corona che cinse il capo di Cristo. Ariano, da secoli fedele alla Chiesa, forse unica isola felice in un contesto meridionale non proprio favorevole alla causa del Papato, e per questo motivo distrutta completamente dai Saraceni di Manfredi, ebbe l'onore di poter custodire per secoli la storia di Cristo. Le Sante Spine, donate da Carlo I d'Angiò, rappresentano la massima espressione storico-culturale della nostra città, un eterno motivo di speranza alle fatiche quotidiane del popolo arianese. Soprattutto per i tanti contadini che, seppur in condizioni di estrema miseria, hanno fortemente contribuito a tener viva la nostra cultura e le nostre tradizioni. Si deve a loro, prima che a Cristo, il fascino e il mistero delle Sante Spine.
Da diversi decenni il venir meno di una civilità contadina ha fatto sì che di molte tradizioni, spesso riproposte sotto una veste più ludica che culturale, non rimanesse altro che il ricordo. Risalgono agli anni Cinquanta del secolo scorso le ultime manifestazioni di fede verso le nostre Sante Spine, un qualcosa che Ariano aveva ereditato dai tempi del medioevo. In periodi di lunga siccità i contadini del territorio arianese chiedevano al Vescovo di esporre in Cattedrale, per alcuni giorni, le Sante Spine, affinché, tramite la preghiera e la venerazione, avvenisse il miracolo. Dopo diversi giorni di esposizione, il rito si concludeva portando le Spine in processione per il centro di Ariano. Le contadine, venute a piedi nudi dalle varie contrade, partecipavano al rito vestite di bianco come le vergini, e con il capo cinto da una corona di edera o di biancospino intonando il famoso inno alla Santa Spina:

"Spina pungente
ca pungisti lu mio Signore,
pungimi stu core
e cunvierti lu piccatore.
Pirdona mio Dio,
perdona pi pietà
lu dono ca facisti
a la Santissima Trinità".

Secondo la tradizione, dopo ogni rito, puntualmente, avveniva il miracolo.
Spesso il municipio di Foggia mandò, sino al secolo passato, suoi rappresentanti col necessario valsente per l’esposizione e la processione delle Sante Spine. Nel 1660 il Conte di Pignarola Viceré di Napoli scrisse una lettera al Vescovo Fra Luigi Morales per averne qualche particella, ma il prelato rispose che non poteva contentarlo temendo una sollevazione di popolo. I vescovi Ridolfi e Caiazza le portarono in processione a piè nudi a S. Angelo, per placare l’ira di Dio.(1)

Ipotesi di autenticità delle nostre Spine:

l'intero serto di spine fu portato in occidente da Baldovino Re di Gerusalemme tramite le crociate. Nel 1241, lo stesso, vendette la corona ai veneziani per 80 mila fiorini. Dai veneziani la ricomprò San Luigi Re di Francia. Suo fratello, Carlo I d'Angiò, venendo in Italia ne portò con sé alcune. Si sa, infatti, che una fu data al Duomo di Napoli, una a Sulmona, una a Giffoni, una ad Andria, e due furono donate ad Ariano. Possiamo affermare che per le Spine di Ariano c'è un percorso storico ben definito. In Italia sono tantissime le città che si vantano di possedere le Spine di Cristo. Bisogna precisare che nel medioevo bastava mettere sul Santo Sepolcro delle Spine, in particolar modo di acacia selvatica, per definirle Spine di Cristo. Quindi, non tutte hanno una documentazione storica ben precisa come quelle di Ariano.  Poi, cosa molto importante, alcune Spine, tra cui quelle di Ariano, sono accomunate da un simile miracolo.  L'evento avviene ogni volta che il 25 marzo coincide con l'Annunciazione, in pratica il miracolo coincide con un naturale evento astronomico: l'equinozio di primavera. Per molti studiosi il 25 marzo non è altro che il giorno in cui nasce e muore Cristo. Ovviamente, secondo la tradizione, rimane il 25 dicembre il giorno della nascita di Cristo. In tale coincidenza avviene un fenomeno particolare sulle Sante Spine. Germogliano, fioriscono, rosseggiano, sanguinano. Il miracolo si è verificato il 25 marzo 1932. Tale coincidenza si è avuta il 25 marzo 2005. Se è avvenuto qualcosa noi non lo sappiamo. Chissà cosa è successo??? Quel giorno le Sante Spine furono esposte per pochi minuti. Qualcuno mi ha riferito dell'avvenuto miracolo filmando, addirittura, ciò che in quel momento avveniva sulle Sante Spine. Speriamo possa essere reso pubblico, può diventare un momento storico per Ariano! Quanto scritto è il frutto istintivo della passione che ho per la mia Città. Mi sono limitato a riportare dei fatti, il giudizio spetta a voi. Non è mia intenzione sostituire i tanti storici arianesi ma, semplicemente, condividere con voi giovani, miei coetanei, l'importanza della nostra storia. Spesso unica speranza di sviluppo futuro per la nostra Ariano. Come scrive Giuliano da Empoli nel suo ultimo libro "La sindrome di Meucci", la conservazione è il futuro dell'Italia.

Marco Ciano, Ariano 30 luglio 2006. _________________________________________

(1) Nicola Flammia "Storia della Città di Ariano" Ariano, 1893 p.169.
Ringrazio affettuosamente Ottaviano D'Antuono, inesauribile fonte di cultura.

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